Il raccolto

Il raccolto rappresenta una tappa fondamentale dell’intera filiera, non solo a livello produttivo ma anche e soprattutto per le attività che svolgiamo in questa fase. Ad agevolare e a rendere il raccolto la fase più dinamica è sicuramente il periodo. In estate il bene si popola, da chi ci viene a trovare per trascorrere qualche giorno con noi, ai ragazzi dei campi E!State Liberi!.
Ed è proprio ai ragazzi dei campi che sono destinati laboratori didattici sull’agricoltura per far apprendere loro l’importanza dell’agricoltura sociale e il metodo con cui essa viene applicata, spiegata dai nostri agricoltori.

A svolgere un ruolo centrale in questa fase della nostra filiera sono le vittime di caporalato.
Il bene confiscato “Michele Landa” è situato a poco più di cento passi dalla tristemente nota “piazza degli schiavi” di Villa Literno dove il fenomeno del caporalato è ormai diffuso da decenni e da troppi anni giovani e meno giovani, clandestini e non affollano ettari e ettari di distese di pomodori da raccogliere sotto il sole ininterrottamente per più di dieci ore al giorno e con una paga misera.
Le agromafie gestiscono da troppo tempo questo sistema di sfruttamento lavorativo delle persone arrivando ad infiltrarsi anche sulle nostre tavole facendoci acquistare prodotti non etici e che spesso si macchiano di sangue.

Sono presenti associazioni, sindacati, giornalisti, istituzioni, cooperative sociali, che per fortuna, provano a combattere questo fenomeno. Dall’inchieste giornalistiche alla legge 603 bis sul caporalato di strada ne è stata fatta, ma è ancora nettamente insufficiente nei riguardi di un sistema estremamente incriminato.
La Cooperativa Esperanto, attraverso borse lavoro, restituisce la dignità a vittime di caporalato, grazie a una semplice giornata lavorativa. Diamo loro il mezzo per potersi riappropriare della loro vita e costruirsi il proprio avvenire, intraprendendo una strada di riscatto.

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