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Don Peppe Diana: Per amore non tacerò

Oggi, 19 marzo, è il venticinquesimo anniversario della morte di don Peppe Diana

Il clan dei casalesi lo uccise il giorno del suo onomastico per aver rotto il muro dell’omertà

Don Giuseppe Diana, detto don Peppe, era un prete di Casal di Principe, in provincia di Caserta. Era difficile non amarlo, per i suoi modi di fare, per la sua abilità nel dialogare con i giovani, essendo, tra le altre cose anche capo scout. Eppure la sua storia ci insegna che la camorra ancora una volta ha voluto fortemente ribadire la propria autorità.

Don Peppe Diana sapeva che per dare fastidio e per far intraprendere, al proprio territorio, una strada di riscatto e un futuro libero dalla camorra, occorreva parlarne. Scrisse una lunga e toccante lettera, “Per amore del mio popolo non tacerò”, destinata alla sua gente, distribuita in tutte le chiese della diocesi. Decise di rompere il silenzio e denunciare.

don peppe diana 25 anni

L’omicidio di Don Peppe Diana, avvenuto volutamente il giorno della festa del papà nonché del suo onomastico, ha cambiato profondamente molte vite. In un territorio in cui la camorra si sostituisce allo Stato, la morte di don Peppe ha rappresentato un duro colpo per quelle terre, una ferita difficilmente rimarginabile anche per il fango gettato sulla sua memoria; infatti i giornali dopo la sua morte lo accusarono di essere un camorrista e di andare a letto con ragazze scout del paese.

La voglia di riscatto di un intero popolo

Ogni 19 marzo molte persone ripercorrono con la memoria quello che è stato per loro don Peppe Diana. Se è vero che la sua morte è una ferita ancora aperta, probabilmente rappresenta ancora più il vero l’impegno che migliaia di persone hanno impiegato nel suo nome. A dimostrazione di questo è la nascita del “Comitato don Peppe Diana” che racchiude la responsabilità di portare avanti questa battaglia quotidianamente seguendo i suoi ideali e i suoi insegnamenti.

Per troppi anni queste terre, le nostre terre, sono state etichettate come “le terre di gomorra”, “le terre dei fuochi”, “le terre di camorra”. A queste ignobili definizioni rispondiamo con forza che queste sono le terre di don Peppe Diana e proprio per questo abbiamo la voglia di ripartire e di ereditare gli insegnamenti che ci ha lasciato.

Questa giornata, nella sua Casal di Principe, a distanza di 25 anni dalla sua morte, ricca di colori, di persone determinate e piene di speranza è la dimostrazione che don Peppe vive in tutti noi.

“Bisogna risalire sui tetti per annunciare parole di vita

Don Peppe Diana

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