bene confiscato Michele Landa

Il bene confiscato “Michele Landa” viene assegnato nel 2017 dal Comune di Cancello ed Arnone (CE) all’associazione di promozione sociale Effetto Larsen-APS divenuta successivamente, insieme all’ Associazione Altromodo Flegreo, fondatrice del progetto “La Buona Terra” e della Cooperativa Sociale Esperanto.
Il bene si sviluppa in lunghezza per dieci ettari, spezzati da un vialetto centrale, in modo da giungere fino all’ ultima estremità del terreno.

Per anni il terreno è stato abbandonato, poiché di proprietà di Michele Zagaria, boss del tristemente noto clan dei casalesi. Con le condanne di Zagaria scattarono automaticamente i sequestri dei suoi beni tra cui anche questo terreno situato a Cancello ed Arnone (CE), divenuto bene confiscato e assegnatoci dopo l’intero iter burocratico con una concessione di utilizzo di quindici anni.
Dal 2018, dopo aver eseguito tutte le dovute analisi, risultate negative e quindi con la possibilità immediata di poter iniziare a coltivare, è cominciata la messa in produzione del terreno.

Collaboriamo con l’associazione Libera. Associazioni, Nomi e Numeri Contro le Mafie, da anni attiva e punto di riferimento per l’antimafia sociale. Il motto dell’associazione di Don Luigi Ciotti è “Memoria e impegno” ed è per questo che diventa fondamentale intitolare i beni confiscati a vittime innocenti della criminalità organizzata.
Ed è così che il motto di Libera si trasforma in atto pratico: con l’utilizzo di un bene confiscato ci si impegna per restituirlo alla collettività e con l’intitolazione si fa memoria per chi non c’è più.
Abbiamo scelto di intitolare il bene confiscato a Michele Landa, vittima innocente di camorra affinché la sua storia non sia dimenticata e possa essere per noi un insegnamento di principi morali.
Portiamo sempre con noi la storia di Michele, grazie soprattutto alla figlia Angela, attivista e referente provinciale del coordinamento Libera Memoria.

LA STORIA

Michele Landa era un metronotte per necessità, perché la sua vera passione era l’agricoltura, coltivare un pezzo di terra ereditato dalla famiglia, ma le dure leggi del mercato con il solo stipendio da contadino non gli permettevano di sostenere a pieno le spese familiari. Aveva il compito di sorvegliare un ripetitore telefonico a Pescopagano, una frazione del comune di Mondragone.

bene confiscato foto Michele Landa
bene confiscato michele landa firma

Quando la sera del 5 settembre del 2006 Michele si reca sul posto di lavoro con la sua auto perché quella aziendale era guasta, gli mancava un mese alla pensione. Fu ucciso davanti a un ripetitore della Vodafone che Michele aveva il compito di preservare dai furti: un vero e proprio affare per i clan quando hanno scoperto che le apparecchiature del ripetitore potevano essere una merce per cui si è disposti a pagare decine di migliaia di euro, in contanti, da parte degli stessi proprietari.

Il mattino seguente i figli non vedendolo tornare a casa si recano in caserma per denunciare la scomparsa ma i carabinieri provano a rasserenare i figli esclamando: “Non vi preoccupate, starà bevendo qualcosa con qualche prostituta, si sa che la zona di Pescopagano è così”. Ed effettivamente a Pescopagano c’erano prostitute, traffici di droga, camorristi, criminali nigeriani e di certo non lo Stato, ma probabilmente con quelle dichiarazioni ignobili Michele moriva per la seconda volta.
Quattro giorni dopo viene trovata la Seicento in un terreno abbandonato di Mondragone, sulla quale Michele fu assassinato a colpi di pistola e successivamente bruciato. Furono avvisati i figli che si recarono nuovamente in caserma e sconvolti raccolsero i resti di loro padre portandoselo via in una scatola di scarpe.

Michele morì una terza volta. Quando arrivò a casa la sua busta paga Angela notò immediatamente che gli furono decurtate due ore lavorative poiché fu ucciso alle 4 del mattino del 6 settembre e il suo turno sarebbe terminato alle ore 6.

Michele è vivo e lotta insieme a noi

Ad oggi Michele è stato riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata ma non vittima del dovere. La storia di Michele deve essere raccontata e portata in giro come esempio e lezione di legalità.
Michele Landa non era un supereroe ma un lavoratore onesto e per questo è stato ammazzato. Abbiamo sempre più bisogno di persone oneste che facciano il proprio dovere e non di supereroi. Persone come Michele.
Grazie al bene liberato “Michele Landa” ed attraverso l’agricoltura sociale proviamo a trasmettere quei valori che con i suoi umili gesti Michele ci ha insegnato.
Michele è vivo e lotta insieme a noi!

bene confiscato verde
bene confiscato verde

le coltivazioni

Le coltivazioni che abbiamo deciso di lavorare sul bene confiscato “Michele Landa” si sposano perfettamente con il terreno e le condizioni climatiche del nostro territorio. Nella scelta e nella programmazione colturale del bene, c’è la volontà di mantenere, tramandare e valorizzare coltivazioni storiche legate alle nostre zone.
Le coltivazioni di pomodoro e grano da cui poi derivano rispettivamente la passata e la pasta a marchio “La Buona Terra” sono le principali produzioni, le quali occupano 5 ettari, mentre la restante parte del terreno è dedicata al foraggio o a modeste produzioni o sperimentazioni per gli anni a venire come il peperoncino, la torzella e la papaccella napoletana.

I campi di libera

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DOVE SIAMO

Il Comune di Cancello ed Arnone è situato nella Regione Campania, nella Provincia di Caserta, in quella che è detta Terra di Lavoro, un tempo cuore dell’antica Liburia, in una fascia di territorio che va sotto il nome di “Mazzoni”.
Si trova ad 1 metro sul livello del mare e si estende su una superficie di 49 Kmq con una popolazione di circa 5.900 abitanti.

Questa terra è attraversata dal Fiume Volturno che divide in due siti il comprensorio: una parte denominata Cancello e l’altra Arnone, confinanti con i comuni limitrofi di Villa Literno, Grazzanise, Castel Volturno, Falciano del Massico e Mondragone.

bene confiscato dove siamo mappa